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A digiuno per il prelievo di sangue: che cosa è consentito e che cosa no

Le informazioni più importanti in breve

Essere a digiuno significa: non mangiare nulla per almeno 6-8 ore. Di solito l’acqua è consentita e persino consigliata, mentre il caffè no, nemmeno nero. E i farmaci non vanno sospesi di propria iniziativa, ma discussi in anticipo.

Questo articolo riassume ciò che altrimenti è distribuito tra molte domande specifiche: le ore, le bevande, le eccezioni e la questione dei valori per i quali è effettivamente importante. Infatti, non è più necessario essere a digiuno per ogni prelievo di sangue.

Per prima cosa leggerai che cosa significa esattamente essere a digiuno, poi le regole relative a bere, fumare e assumere farmaci, la panoramica in forma tabellare, perché è importante per alcuni valori e che cosa succede se te ne sei dimenticato.

Che cosa troverai in questo articolo

1. Che cosa significa esattamente essere a digiuno
2. Bere, fumare, lavarsi i denti: le domande specifiche
3. Farmaci e integratori alimentari
4. La panoramica a colpo d’occhio
5. Perché è importante per alcuni valori
6. Che cosa fare se te ne sei dimenticato
7. Che cosa vale per gli autotest eseguiti a casa
8. Che cosa ricavi da questo articolo
Domande frequenti
Fonti

Che cosa significa esattamente essere a digiuno

Poche parole nella pratica quotidiana suscitano così tante domande. «Venire a digiuno» è scritto sul promemoria dell’appuntamento, e da quel momento iniziano i dubbi: da quando? L’acqua conta? Il caffellatte bevuto per strada? Il dolcificante nelle gomme da masticare?

La regola di base è fortunatamente chiara e proviene dall’Istituto per la qualità e l’efficienza nell’assistenza sanitaria:

Fonte documentata

«Tuttavia, nelle ultime 6-8 ore prima dell’inizio dell’esame o dell’intervento non si dovrebbe più mangiare nulla.»

Istituto per la qualità e l’efficienza nell’assistenza sanitaria (IQWiG)
Che cosa significa «essere a digiuno»?, aggiornato al 27.03.2024

In pratica, per un appuntamento alle otto del mattino: cenare alle 22 non è un problema, mentre lo spuntino notturno alle due non lo è. Chi ha l’appuntamento in tarda mattinata non deve spostare la colazione, ma saltarla; al mattino è difficile rispettare le sei-otto ore in altro modo.

Messaggio chiave

Non mangiare per sei-otto ore; di solito l’acqua è consentita. Tuttavia, ciò che vale nel singolo caso viene sempre indicato dallo studio medico o dal laboratorio che ha fissato l’appuntamento.

L’ultima frase è più importante di tutto il resto di questo articolo. I requisiti precisi dipendono dal singolo esame e dovrebbero quindi essere discussi con lo studio medico (IQWiG, 2024). Se le tue istruzioni differiscono da quanto riportato qui, valgono le tue istruzioni.

Perché l’orario dell’appuntamento è determinante

Sei-otto ore sembrano una durata fissa, ma nella vita quotidiana sono soprattutto una questione di organizzazione dell’appuntamento. Chi ha l’appuntamento alle sette e mezza non deve fare altro che non mangiare più dopo cena e uscire al mattino senza fare colazione. Chi riesce a ottenere un posto solo in tarda mattinata si trova davanti a un compito diverso: la colazione salta e le ore precedenti sono lunghe.

Per questo la prima raccomandazione pratica è tanto banale quanto efficace: quando fissi l’appuntamento, chiedi un orario di prima mattina se devi arrivare a digiuno. In molti ambulatori è senz’altro possibile, perché i prelievi a digiuno vengono comunque concentrati durante la mattinata.

Per chi lavora a turni, la regola vale in senso generale, non alla lettera. Chi lavora di notte e dorme al mattino non si trova nel classico stato di digiuno dopo il risveglio. In questo caso conta l’intervallo dall’ultimo pasto, non l’ora. Segnalalo quando fissi l’appuntamento; il referto potrà essere interpretato correttamente solo se si conoscono le condizioni.

E c’è un aspetto che molti sottovalutano: rimanere a digiuno più a lungo non rende i valori più significativi. Chi, per prudenza, smette di mangiare già dal pomeriggio modifica lo stato del proprio metabolismo, invece di mantenerlo nelle condizioni per cui sono stati elaborati gli intervalli di riferimento. L’indicazione è un limite minimo ragionevole, non una gara.

Bere, fumare, lavarsi i denti: le domande specifiche

L’acqua è la buona notizia. Di norma è consentita e spesso anche un bicchiere d’acqua naturale due o tre ore prima dell’esame non crea problemi (IQWiG, 2024). Anzi: essere adeguatamente idratati spesso facilita il prelievo di sangue, perché le vene si individuano meglio. Chi arriva a digiuno e per di più ha sete rende il compito più difficile a tutti i coinvolti.

Caffè e tè, invece, rientrano tra gli alimenti, non tra le bevande. Vale anche per il caffè nero senza latte e zucchero: la caffeina influisce sulla circolazione e sul metabolismo, e già per questo non è una buona idea prima di un prelievo di sangue. Chi non riesce a uscire di casa senza caffè fissi l’appuntamento di prima mattina e lo beva dopo.

L’alcol va evitato almeno dalla sera precedente, meglio ancora nelle 24 ore prima. Influisce significativamente su diversi valori, tra cui quelli epatici e i lipidi nel sangue. Un bicchiere di vino la sera prima del controllo dei valori epatici può modificare proprio il risultato che si intende verificare.

Gomme da masticare e caramelle sono considerate cibo, anche se senza zucchero. Masticare avvia la digestione e i sostituti dello zucchero non sono privi di effetti. Lavarsi i denti, invece, non crea problemi, purché non si ingerisca il dentifricio.

Fumare va evitato anch’esso. Prima di un’operazione è comunque opportuno farne a meno (IQWiG, 2024), e prima di un prelievo di sangue la nicotina influisce sulla circolazione e su alcuni valori. Anche fare attività fisica la mattina precedente non è una buona idea: lo sforzo può far aumentare temporaneamente gli enzimi muscolari e modificare così valori che altrimenti risulterebbero nella norma.

La zona grigia: acqua aromatizzata, brodo, digiuno intermittente

Tra «acqua sì» e «cibo no» c’è una zona in cui le risposte variano. Ne fanno parte l’acqua con limone, le bevande allungate con acqua, il brodo e le bevande aromatizzate senza calorie. L’interpretazione più sicura è quella restrittiva: acqua naturale, liscia o frizzante, e nient’altro.

Il motivo non è la severità fine a se stessa. Il brodo contiene sale e componenti proteici, le bevande allungate con acqua contengono zuccheri e, nel caso delle bevande aromatizzate, spesso non è chiaro cosa contengano esattamente. Ognuno di questi ingredienti può modificare un valore misurato, senza che poi tu possa sapere quale.

Chi mangia regolarmente a intervalli ha un vantaggio in questo caso. Di solito è possibile spostare la finestra alimentare in modo che l’appuntamento cada comunque nella fase di digiuno. Una precisazione, però: chi è abituato a pause molto lunghe tra i pasti dovrebbe tenere a mente l’orario dell’ultimo pasto, qualora venga chiesto. Una pausa insolitamente lunga rappresenta una condizione iniziale diversa rispetto a una normale notte, e nell’interpretazione vanno considerate entrambe.

Farmaci e integratori alimentari

In questo caso la regola più importante è un divieto: non sospendere mai autonomamente un farmaco perché devi presentarti a digiuno al prelievo di sangue. È lo studio medico prescrittore a decidere se assumere o tralasciare un preparato prima del prelievo; la risposta dipende dal farmaco e dallo scopo dell’esame.

Un malinteso frequente riguarda proprio il termine: quando un farmaco va «assunto a digiuno», non significa la stessa cosa che presentarsi a digiuno al prelievo di sangue. Significa che va assunto prima di un pasto; bere un sorso d’acqua è naturalmente consentito (IQWiG, 2024). Dopo averlo assunto, è necessario attendere almeno 30 minuti prima di mangiare.

Per gli integratori alimentari è necessaria particolare cautela. La biotina ad alto dosaggio, spesso presente nei preparati per pelle, capelli e unghie, può falsare determinate analisi di laboratorio. Per questo, prima del prelievo di sangue, è necessario dichiarare tutti i preparati che assumi, anche quelli che ritieni innocui. Non ometterli di nascosto, ma segnalali.

Chi ha il diabete e assume insulina o farmaci che riducono la glicemia deve chiarire preventivamente come procedere. In questa situazione restare a digiuno a lungo non è innocuo e lo studio medico coordinerà di conseguenza l’appuntamento e l’assunzione dei farmaci.

Bambini, donne in gravidanza, persone anziane

La regola generale è pensata per gli adulti sani. Per i bambini vale solo in parte, perché i lunghi periodi di digiuno sono più gravosi per loro. Per questo, studi medici e cliniche forniscono indicazioni proprie, basate sull’età e sull’esame. Questa è l’indicazione determinante, non ciò che si trova online per gli adulti.

In gravidanza ci sono esami per i quali lo stato di digiuno fa parte della procedura e altri per i quali non è espressamente richiesto. Anche in questo caso le indicazioni provengono dallo studio medico che segue la gravidanza. Prolungare autonomamente il periodo di digiuno non è una buona idea in gravidanza.

Nelle persone anziane il problema non è tanto rinunciare al cibo quanto bere. Con il passare degli anni la sensazione di sete diminuisce e chi, per prudenza, evita anche l’acqua arriva all’appuntamento con un apporto di liquidi insufficiente. Questo è sfavorevole per il prelievo, perché le vene sono più difficili da raggiungere, e anche per la circolazione. L’acqua è consentita e per questo gruppo è particolarmente indicata.

La panoramica in sintesi

La tabella riassume quanto riportato nei capitoli precedenti. Vale come orientamento generale; in caso di dubbio o di indicazioni diverse, fa sempre fede ciò che ti comunicano lo studio medico o il laboratorio.

Che cosa Consentito? Perché
Acqua, non zuccherata di norma sì non fornisce energia e facilita il prelievo di sangue
Caffè, anche nero no La caffeina influisce sulla circolazione e sul metabolismo
Tè, non zuccherato meglio di no Il tè nero e quello verde contengono caffeina; in caso di dubbio, chiedere informazioni sulle tisane
Succo, bibite, latte no contengono energia e modificano soprattutto la glicemia e i grassi nel sangue
Alcol no, possibilmente evitarlo nelle 24 ore precedenti influisce, tra l’altro, sui valori epatici e sui grassi nel sangue
Gomme da masticare, caramelle no, nemmeno senza zucchero Masticare avvia la digestione; i dolcificanti non sono privi di effetti
Lavarsi i denti purché il dentifricio non venga ingerito
Fumo no La nicotina influisce sulla circolazione e su alcuni valori
Attività fisica la mattina precedente meglio di no Lo sforzo fisico può aumentare temporaneamente gli enzimi muscolari
Farmaci solo previo accordo non sospenderli mai di propria iniziativa; decide il medico prescrittore

Il capitolo in sintesi

Non mangiare nulla per almeno 6–8 ore (IQWiG, 2024). Di norma l’acqua è consentita e facilita il prelievo; caffè e tè rientrano tra gli alimenti. Evitare possibilmente l’alcol nelle 24 ore precedenti, così come masticare gomme e fumare. Non sospendere mai i farmaci di propria iniziativa, ma parlarne prima.

Da questa tabella emergono due aspetti. Primo: nella colonna di destra compare quasi ovunque la stessa motivazione: si tratta della comparabilità della misurazione, non di regole imposte per principio. Secondo: ci sono pochissimi divieti categorici, ma soprattutto aspetti che dovresti segnalare. Questo è il punto centrale: non ogni deviazione compromette l’appuntamento, ma ogni deviazione non dichiarata rende il referto incerto.

Se guardi di nuovo la tabella prima dell’appuntamento, fallo preferibilmente la sera prima. A quel punto puoi ancora influenzare molte cose: il bicchiere di vino, lo spuntino serale, l’allenamento del mattino successivo. La mattina stessa l’elenco è più breve, perché restano solo l’acqua, lavarsi i denti e rinunciare al caffè.

Perché è importante per alcuni valori

Essere a digiuno non è un rituale, ma ha uno scopo concreto: alcuni valori cambiano così tanto dopo aver mangiato che, senza questa indicazione, non sarebbero comparabili. I più noti sono la glicemia e i trigliceridi, cioè i grassi alimentari presenti nel sangue. Entrambi aumentano notevolmente dopo un pasto e si riducono solo nel giro di alcune ore.


Essere a digiuno rende i valori comparabili, non migliori.

Questa frase fa chiarezza su un malinteso diffuso: chi si presenta a digiuno non ottiene valori più belli, ma valori affidabili. Lo scopo è la comparabilità, affinché il tuo valore di oggi sia compatibile con l’intervallo di riferimento e con il tuo valore dell’anno scorso. Chi bara, bara a discapito dell’attendibilità del proprio risultato.

Altrettanto importante è il rovescio della medaglia: per molti valori non fa alcuna differenza. L’emocromo, i valori dell’infiammazione, i valori della tiroide, lo stato del ferro e molte vitamine possono essere misurati anche dopo colazione. Per questo su alcuni promemoria degli appuntamenti non è indicato di essere a digiuno: non è una dimenticanza, ma una scelta consapevole.

Cosa significa per te: chiedi chiarimenti se non è indicato. Una telefonata allo studio medico dura due minuti e ti evita un digiuno inutile oppure un secondo appuntamento. Puoi leggere il significato dei singoli valori nel glossario dei biomarcatori con 67 valori del sangue spiegati.

Il valore a digiuno e il valore occasionale sono due cose diverse

Nei referti, a volte la stessa misurazione compare con denominazioni diverse. Per la glicemia esistono il valore a digiuno e il valore occasionale, cioè la misurazione effettuata in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dall’ultimo pasto. Entrambe sono misurazioni valide. Rispondono a domande diverse e vengono confrontate con intervalli di riferimento differenti.

Questo spiega un’osservazione che lascia perplutte molte persone: due valori della stessa grandezza possono essere molto diversi senza che uno dei due sia sbagliato. È fondamentale che nella cartella sia indicato in quali condizioni è stata effettuata la misurazione. È proprio questo lo scopo della domanda su quando hai mangiato l’ultima volta, ed è proprio per questo che vale la pena rispondere sinceramente.

Lo stesso vale per i lipidi nel sangue. Il fatto che vengano misurati a digiuno o meno dipende dal quesito clinico; entrambe le varianti sono possibili. Quale si applichi al tuo caso lo decide lo studio che emette la richiesta, non una regola generale tratta da una guida.

Per te, soprattutto, significa questo: confronta i tuoi valori con valori ottenuti nelle stesse condizioni. Un valore a digiuno di oggi accanto a un valore occasionale di due anni fa non dà una curva dell’andamento, ma un’illusione ottica.

Cosa fare se te ne sei dimenticato

Succede, e non è una tragedia. Il caffè preso per abitudine, il panino mangiato per strada, il succo bevuto mentre ci si lava i denti. Ciò che conta è cosa fai dopo, ed è semplice: dillo. Prima del prelievo, non dopo.

A quel punto lo studio decide se l’appuntamento può svolgersi comunque, se determinare solo una parte dei valori oppure se sia più sensato fissare un nuovo appuntamento. Tutte e tre le opzioni vanno bene. Quella che non va bene è la quarta: tacere e sperare. Un valore della glicemia misurato dopo colazione, ma registrato nella cartella come valore a digiuno, può portare a una diagnosi sospetta di cui nessuno ha bisogno.

Lo stesso vale per gli altri aspetti: il bicchiere di vino della sera prima, l’allenamento del mattino, il nuovo prodotto comprato in drogheria. Chi lo riferisce rende i valori interpretabili. Chi lo nasconde crea un enigma che potrebbe poi essere risolto con un’ulteriore analisi.

Se ti gira regolarmente la testa durante il prelievo di sangue

Alcune persone reagiscono ai prelievi di sangue con capogiri o problemi circolatori, e, per esperienza, essere a digiuno non rende la situazione più facile. Qui è importante una sola frase, da rivolgere al personale prima che arrivi l’ago: di’ che ti è già successo una volta.

Il prelievo viene quindi effettuato da sdraiati anziché da seduti, e dopo rimani ancora sdraiato per qualche minuto. Non è un trattamento speciale, ma una procedura di routine. Chi lo nasconde e poi sviene in sala d’attesa non ne ricava nulla, e nemmeno lo studio.

Aver bevuto abbastanza aiuta in questo caso sotto due aspetti: le vene sono più facili da trovare e la circolazione è più stabile. L’acqua è consentita e, in questa situazione, è più che consentita. Chi sa di poter mangiare qualcosa dopo il prelievo si porta una piccola colazione e la mangia subito dopo nell’area d’attesa.

Cosa vale per gli autotest a casa

Per i test che esegui a casa valgono le stesse regole, solo che nessuno te le ricorda. Se un test include valori da determinare a digiuno, questo è indicato nelle istruzioni, e tali istruzioni non sono una raccomandazione, bensì il presupposto affinché il risultato sia confrontabile con l’intervallo di riferimento.

In pratica significa: prelievo al mattino, prima di fare colazione, bevendo solo acqua prima del prelievo. Se hai inoltre bevuto a sufficienza e hai le mani calde, con il sangue capillare prelevato dal polpastrello è più facile raccogliere una quantità sufficiente di campione. Per mybody®x (MYBODY Lab GmbH), questo è descritto di conseguenza per VitalCheck, con analisi certificata ISO in Germania.

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Analisi del sangue capillare

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18 biomarcatori da sangue capillare con referto digitale. Le istruzioni indicano a cosa prestare attenzione prima del prelievo. Ciò che il test non fa: non formula diagnosi e non sostituisce un esame del sangue prescritto dal medico.

Prezzo 169,00 € Situazione al 26.08.2026, possibili variazioni
Tipo di campione Sangue capillare
Tempi di elaborazione Spedizione del kit: 1–3 giorni lavorativi
Valutazione di laboratorio entro 3–5 giorni lavorativi dalla ricezione del campione
Laboratorio Analisi di laboratorio certificata ISO in Germania
Indicazione riportata sulla pagina del prodotto, consultata il 26.08.2026
Informazioni su VitalCheck Complete

Il contributo Abbreviazioni dei valori di laboratorio spiega come leggere il referto in seguito, che traduce le abbreviazioni più comuni in una tabella.

Cosa può e non può fare un test da eseguire a casa

Un autotest è un’istantanea realizzata in condizioni che crei tu stesso. Questo è al tempo stesso il suo vantaggio e il suo limite. Il vantaggio: decidi tu quando eseguirlo e puoi seguire con calma le istruzioni, senza sala d’attesa e senza la pressione di un appuntamento. Il limite: non c’è nessuno accanto a te che si accorga se qualcosa non viene fatto secondo le istruzioni.

Per questo, per i test su sangue capillare vale la stessa accuratezza che in ambulatorio, e sotto un aspetto persino maggiore. Il campione dovrebbe essere spedito rapidamente, perché il tempo tra il prelievo e l’arrivo in laboratorio è importante. Chi effettua il prelievo venerdì sera e lascia il campione fermo per tutto il fine settimana ha fatto tutto correttamente all’inizio, ma alla fine si ritrova comunque con un risultato incerto.

E la frase che vale per ogni test, indipendentemente da chi lo esegue: il risultato di un autotest è un inquadramento, non una diagnosi. Non sostituisce un esame prescritto dal medico e non risponde a una domanda che dovrebbe essere rivolta a uno studio medico. Ciò che può fare è fornire una base per recarti dal medico in modo più mirato.

Cosa porti con te da questo articolo

Se devi ricordare una cosa, ricorda questi tre numeri e una parola: 6-8 ore senza mangiare, acqua sì. Tutto il resto sono casi particolari, e per questi vale la frase che viene prima di tutto: ciò che ti dicono l’ambulatorio o il laboratorio ha la precedenza su qualsiasi guida, anche su questa.

E tieni a mente lo scopo: si tratta di rendere i valori confrontabili, non di migliorarli. Chi lo capisce non segue l’indicazione come un esercizio obbligatorio, ma perché ne trae un vantaggio personale. Un valore ottenuto nelle stesse condizioni del suo intervallo di riferimento è la base di ogni interpretazione sensata.

All’inizio c’era il foglio dell’appuntamento con la parola «a digiuno» e gli interrogativi che ne sono seguiti. Ora hai la risposta, e il resto richiede una telefonata di due minuti. Se prima vuoi capire qual è la tua situazione: la consulenza è gratuita e non cerca di venderti nulla.

Domande frequenti

Quanto tempo prima del prelievo di sangue non posso mangiare?

Non si dovrebbe mangiare nulla almeno nelle 6-8 ore precedenti l’esame (IQWiG, 2024). Se l’appuntamento è al mattino presto, di norma basta la consueta cena; la colazione va saltata. Se le indicazioni del tuo ambulatorio differiscono, valgono quelle, perché conosce l’esame specifico.

Posso bere acqua prima del prelievo di sangue?

Di norma sì. Anche un bicchiere di acqua naturale, spesso, non crea problemi nelle 2 o 3 ore prima dell’esame (IQWiG, 2024). Non apporta energia e non influisce sui comuni valori a digiuno. Essere ben idratati facilita persino il prelievo di sangue, perché le vene si individuano meglio.

È consentito il caffè nero senza zucchero?

No. Anche senza latte e zucchero, il caffè contiene caffeina, che agisce sulla circolazione e sul metabolismo. Per rendere i valori confrontabili, quindi, viene considerato cibo, non una bevanda. Se ti è difficile immaginare la mattina senza caffè, è utile fissare un appuntamento il più presto possibile: dopo non ci sono controindicazioni.

Per quali valori del sangue bisogna essere a digiuno?

Soprattutto nei casi in cui i valori rispondono fortemente ai pasti, per esempio per la glicemia a digiuno e i trigliceridi. Per molte altre analisi non è necessario, tra cui emocromo, valori dell’infiammazione, valori tiroidei e del ferro. A dirti se nel tuo caso è rilevante sarà l’ambulatorio che ha prescritto l’esame.

Cosa devo fare se ho mangiato per errore?

Dillo prima del prelievo. Sarà l’ambulatorio a decidere se l’appuntamento si svolgerà, se verrà determinata solo una parte dei valori oppure se sia meglio fissare un nuovo appuntamento. Nasconderlo è l’unica opzione davvero sbagliata, perché un valore rilevato non a digiuno ma documentato come valore a digiuno può portare a una valutazione errata.

Prossimo passo

Se vuoi determinare i tuoi valori a casa

Il VitalCheck Complete misura 18 biomarcatori nel sangue capillare e include istruzioni per il prelievo del campione e un referto digitale. Il glossario dei biomarcatori spiega il significato dei singoli valori.

Al VitalCheck Complete Al glossario dei biomarcatori

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Fonti

  1. Istituto per la qualità e l’economicità nel sistema sanitario (IQWiG): Che cosa significa «essere a digiuno»? (aggiornamento 27.03.2024) – gesundheitsinformation.de

La citazione testuale relativa alle 6-8 ore, l’indicazione di un bicchiere di acqua naturale da bere 2-3 ore prima, l’avvertenza sul fumo prima di un intervento, la spiegazione sull’assunzione di farmaci a digiuno e il principio di discutere i requisiti esatti con lo studio medico provengono da [1]. La classificazione di singole bevande, gomme da masticare, attività sportiva e alcol nella tabella è un orientamento generale; fa sempre fede l’indicazione dello studio medico o del laboratorio. Le informazioni relative a prezzo, tipo di campione, biomarcatori e laboratorio provengono dalla pagina del prodotto di mybody®x, consultata il 26.08.2026; i tempi di elaborazione seguono l’indicazione centrale per ciascun tipo di test. Tutte le fonti sono state consultate e verificate il 26.08.2026.

mybody®x (MYBODY Lab GmbH) Certificato / Sigillo di qualità

Team editoriale e specialistico di mybody®x

Interpretazione delle analisi del sangue Diagnostica di laboratorio Scienze della nutrizione

Questo articolo è stato realizzato dal team editoriale e specialistico di mybody®x. Il team riunisce competenze nell’interpretazione delle analisi del sangue, nella diagnostica di laboratorio e nelle scienze della nutrizione. Chi collabora a questo lavoro è indicato nella pagina degli autori.

Pubblicato il 26.08.2026 · Ultimo aggiornamento il 26.08.2026

I contenuti hanno finalità di informazione generale e non sostituiscono il consulto, la diagnosi o il trattamento medico. Per la preparazione al prelievo di sangue fa sempre fede l’indicazione dello studio medico o del laboratorio: conosce l’esame specifico.

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