Test dell’intestino e del microbioma: indicatori, metodologia e basi scientifiche
Un test del microbioma analizza, a partire da un campione di feci, la composizione dei batteri intestinali, ad esempio la loro diversità, il rapporto tra diversi gruppi batterici e le indicazioni di una disbiosi. Descrive lo stato attuale dell’ambiente intestinale, ma non formula una diagnosi. Il “leaky gut” è un concetto oggetto di discussione scientifica, non un reperto indipendente accertato. I risultati anomali devono essere valutati da un medico.
In cosa consistono, dal punto di vista scientifico, i test intestinali/del microbioma
Il microbioma intestinale è l’insieme dei bilioni di microrganismi presenti nell’intestino. L’Human Microbiome Project ha dimostrato che la composizione varia notevolmente tra le persone sane e che non esiste un unico microbioma “normale” [1]. Un test del microbioma determina quali gruppi batterici sono presenti e in quale rapporto, ricavandone parametri come la diversità batterica o indicazioni di uno squilibrio (disbiosi).
La ricerca associa la composizione del microbioma all’alimentazione, al metabolismo e alla funzione immunitaria [2]. I batteri producono, ad esempio, acidi grassi a catena corta come il butirrato a partire dalle fibre alimentari; questi sono importanti per la mucosa intestinale [4]. Tali correlazioni sono prevalentemente associative: mostrano modelli, ma raramente chiare relazioni di causa-effetto per i singoli individui.
Questa pagina spiega quali parametri fornisce un test del microbioma, su quali studi si basa la relativa interpretazione, come viene elaborato il campione di feci e, altrettanto importante, quali sono i limiti. La validità clinica di questi test è infatti valutata finora con cautela dalle società scientifiche [6].
Panoramica dei parametri analizzati
| Parametro | Che cosa descrive | Perché è rilevante | Interpretazione (probabilistica) | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| Diversità batterica (diversità) | Quante specie batteriche diverse sono presenti e quanto sono equilibrate tra loro. | Negli studi, una maggiore diversità è spesso associata alla stabilità dell’ambiente intestinale. | Un valore orientativo, non un punteggio di salute; “di più” non significa automaticamente “meglio”. | HMP 2012 [1] |
| Enterotipo | Classificazione in base ai gruppi batterici predominanti. | Descrive modelli generali del microbioma osservati in diverse popolazioni. | Gli enterotipi sono più tendenze che categorie nettamente definite. | Arumugam 2011 [3] |
| Disbiosi | Rapporto tra microrganismi potenzialmente più protettivi e microrganismi potenzialmente più dannosi. | Uno squilibrio è associato a diversi disturbi. | Associativo, non diagnostico; un modello, non la prova di una malattia. | Valdes 2018 [2] |
| Acidi grassi a catena corta (produttori di SCFA) | Percentuale di batteri che, ad esempio, producono butirrato dalle fibre alimentari. | Gli SCFA sono rilevanti per l’approvvigionamento energetico della mucosa intestinale. | Derivato dalla composizione batterica, senza misurazione diretta degli SCFA. | Koh 2016 [4] |
| Mucosa intestinale e barriera | Batteri marker associati alla funzione della mucosa e della barriera. | Collegamento al tema della permeabilità intestinale, oggetto di discussione scientifica. | Il test misura la composizione, non direttamente la permeabilità della barriera. | Fasano 2011 [5] |
| Indici FODMAP e metabolici | Deduzioni funzionali relative all’utilizzo dei nutrienti e all’ambiente intestinale. | Dovrebbero fornire indicazioni per adeguare l’alimentazione. | Interpretazioni calcolate; da verificare individualmente con professionisti qualificati. | Valdes 2018 [2] |
Secondo il fornitore, il test Complete rileva oltre 1.500 specie batteriche e diverse aree funzionali. Tutti gli indicatori sono classificazioni statistiche basate sulla ricerca sul microbioma e non diagnosi individuali.
Gli indicatori nel dettaglio
Diversità batterica
La diversità descrive quante specie batteriche sono presenti e quanto uniformemente sono distribuite. L’Human Microbiome Project ha mostrato che le persone sane possono avere microbiomi molto diversi, ma funzionalmente simili [1]. In alcuni studi una bassa diversità è associata a pattern sfavorevoli; tuttavia, un singolo valore di diversità non consente di giudicare lo stato di salute.
Enterotipi
Arumugam e colleghi hanno descritto come i microbiomi possano essere raggruppati sommariamente in base ai generi predominanti (enterotipi) [3]. Questa classificazione aiuta a interpretare i pattern, ma non è un sistema rigido a compartimenti: i passaggi sono graduali e influenzati dall’alimentazione e dallo stile di vita.
Disbiosi
Con disbiosi si indica uno squilibrio tra gruppi batterici tendenzialmente favorevoli e tendenzialmente sfavorevoli. Le revisioni della letteratura associano i pattern di disbiosi all’alimentazione e a diversi quadri sintomatologici [2]. Importante: un simile pattern è un’associazione, non una diagnosi di malattia né un’indicazione al trattamento.
Acidi grassi a catena corta (SCFA) e metabolismo energetico
I batteri intestinali trasformano le fibre alimentari in acidi grassi a catena corta (Short-Chain Fatty Acids, SCFA), come butirrato, acetato e propionato. Il butirrato è un’importante fonte di energia per le cellule della mucosa intestinale [4]. Il test stima il potenziale sulla base dei batteri presenti che producono SCFA; non misura direttamente gli acidi grassi.
Barriera intestinale e «Leaky Gut»
Il termine «Leaky Gut» (intestino permeabile) descrive un’aumentata permeabilità della barriera intestinale. Il concetto e il possibile messaggero chimico zonulina sono oggetto di discussione scientifica [5], ma non sono stati riconosciuti in via definitiva come una malattia autonoma. Il test del microbioma valuta la composizione batterica associata alla funzione della barriera: non ne misura direttamente la permeabilità.
Privacy, metodologia e qualità
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La sicurezza delle informazioni è organizzata secondo lo ISO/IEC 27001, lo standard riconosciuto a livello internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni. La trasmissione e la conservazione dei tuoi dati avvengono in forma crittografata. Ti spettano i diritti degli interessati previsti dal RGPD, in particolare il diritto di accesso, rettifica e cancellazione dei tuoi dati. I dettagli sulla durata della conservazione, sul trattamento e sui tuoi diritti sono disciplinati dall’informativa sulla privacy.
Il campione viene prelevato a casa come campione di feci. Dal campione viene estratto il DNA batterico, che viene analizzato mediante sequenziamento del DNA; su questa base vengono calcolati la composizione e gli indicatori derivati. I profili del microbioma di questo tipo si basano generalmente sul sequenziamento del gene batterico dell’rRNA 16S.
-
1
Prelievo del campione di feci
A casa con il kit per il test e la busta per la restituzione.
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2
Rispedizione
Rispedizione gratuita al laboratorio di analisi.
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3
Sequenziamento del DNA
Estrazione e sequenziamento del DNA batterico.
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4
Bioinformatica
Analisi e confronto con i dati di riferimento.
-
5
Risultato
Redazione del referto; 5–10 giorni lavorativi dalla ricezione del campione.
Laboratorio e accreditamento: L’analisi viene eseguita presso il laboratorio medico specializzato MVZ GANZIMMUN GmbH (Mainz) mediante sequenziamento del DNA; il laboratorio è accreditato secondo la norma DIN EN ISO 15189:2024 (numero di registrazione DAkkS D-ML-13151-01-00) [8]. Partecipa a programmi di valutazione esterna della qualità (tra cui INSTAND e.V., Referenzinstitut für Bioanalytik/RfB, UK NEQAS, ERNDIM). Il termine accreditato (verifica della competenza tecnico-professionale secondo la norma DIN EN ISO 15189 da parte della DAkkS) va distinto da certificato (sistema di gestione, ad esempio ISO/IEC 27001) [7].
Cosa non possono fare questi test
- Nessuna diagnosi. Un test del microbioma descrive una composizione; non rileva alcuna malattia e non sostituisce la diagnosi medica.
- Elevata variabilità. Il microbioma cambia in funzione dell’alimentazione, dei farmaci e del tempo. I risultati sono un’istantanea e la loro riproducibilità varia a seconda del metodo.
- La “sindrome dell’intestino permeabile” non è una diagnosi riconosciuta. Il concetto è oggetto di ricerca; un test basato sulla composizione non può dimostrare un’aumentata permeabilità intestinale.
- Valutazione specialistica prudente. Gli organismi scientifici internazionali considerano attualmente limitato l’impiego clinico dei test del microbioma [6]; le raccomandazioni che ne derivano devono essere interpretate con cautela.
- Quando è necessaria una valutazione medica. In presenza di sangue nelle feci, perdita di peso involontaria o disturbi persistenti o intensi, è necessario rivolgersi a un medico e non affidarsi a un autotest.
Domande frequenti
Devo osservare qualche precauzione prima del campione di feci?
Per ottenere un risultato significativo, il campione dovrebbe essere raccolto seguendo le istruzioni. L’assunzione recente di antibiotici, una diarrea acuta o un’alimentazione fortemente modificata possono alterare temporaneamente il microbioma. È preferibile annotare queste circostanze e tenerne conto nell’interpretazione del referto.
Cos’è una disbiosi?
Per disbiosi si intende uno squilibrio tra gruppi batterici relativamente favorevoli e sfavorevoli nell’intestino. Negli studi, modelli di questo tipo sono stati associati all’alimentazione e ai disturbi. Un’indicazione di disbiosi rappresenta un’associazione e non dimostra la presenza di una malattia.
Un test del microbioma può diagnosticare malattie?
No. Il test descrive la composizione della flora intestinale, ma non formula diagnosi. Le malattie intestinali devono essere accertate dal medico, ad esempio attraverso anamnesi ed esami del sangue, delle feci o endoscopici. Al massimo, il test può fornire spunti per un colloquio.
Cosa significa «Leaky gut» e il test lo misura?
«Leaky gut» indica una maggiore permeabilità della barriera intestinale. Il concetto è oggetto di discussione scientifica, ma non è riconosciuto come malattia autonoma. Il test del microbioma valuta la composizione batterica associata alla barriera; non ne misura direttamente la permeabilità.
Quanto sono affidabili e riproducibili i test del microbioma intestinale?
I risultati dipendono dalla raccolta del campione, dal momento del prelievo, dall’alimentazione e dal metodo di analisi e possono variare. Le società scientifiche valutano tuttora con cautela il valore clinico dei test rivolti direttamente ai consumatori. Attualmente sono adatti solo in misura limitata a una valutazione medica affidabile.
Cosa sono gli enterotipi?
Gli enterotipi sono una classificazione approssimativa dei microbiomi in base ai gruppi batterici predominanti. Aiutano a descrivere modelli riscontrati in diverse popolazioni. I confini tra i vari tipi sono sfumati e sono influenzati dall’alimentazione e dallo stile di vita.
Come si raccoglie il campione e quanto tempo richiede?
Il campione di feci viene raccolto a casa con il kit per il test e rispedito gratuitamente al laboratorio. Dopo la ricezione del campione, l’analisi richiede solitamente 5–10 giorni lavorativi; successivamente il referto è disponibile nel portale online. La durata esatta è indicata nella pagina del prodotto.
Come vengono protetti i miei dati?
Il trattamento avviene in conformità al GDPR; il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni è strutturato secondo la norma ISO/IEC 27001. I dati sanitari vengono trasmessi e archiviati in forma crittografata. I dettagli sono disciplinati dall’informativa sulla privacy del fornitore.
Fonti
- Human Microbiome Project Consortium. Structure, function and diversity of the healthy human microbiome. Nature 2012;486:207–214. PubMed
- Valdes AM, Walter J, Segal E, Spector TD. Role of the gut microbiota in nutrition and health. BMJ 2018;361:k2179. PMC
- Arumugam M et al. Enterotypes of the human gut microbiome. Nature 2011;473:174–180. Nature
- Koh A, De Vadder F, Kovatcheva-Datchary P, Bäckhed F. From dietary fiber to host physiology: short-chain fatty acids as key bacterial metabolites. Cell 2016;165(6):1332–1345. PubMed
- Fasano A. Zonulin and its regulation of intestinal barrier function: the biological door to inflammation, autoimmunity, and cancer. Physiol Rev 2011;91(1):151–175. Physiological Reviews
- Cammarota G et al. International consensus statement on microbiome testing in clinical practice. Lancet Gastroenterol Hepatol 2024. PMC
- DAkkS – Laboratori medici / DIN EN ISO 15189 (spiegazione dell’accreditamento). dakks.de
- MVZ GANZIMMUN GmbH. Gestione della qualità – accreditamento secondo DIN EN ISO 15189:2024 (DAkkS D-ML-13151-01-00). ganzimmun.de
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