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Test del metabolismo del DNA: basi scientifiche, marcatori e studi

I test del metabolismo del DNA (nutrigenetica) analizzano singole varianti genetiche (SNP) per le quali gli studi scientifici hanno descritto correlazioni statistiche con caratteristiche metaboliche – ad esempio il gene FTO con il peso corporeo o CYP1A2 con la degradazione della caffeina. L’analisi fornisce indicazioni probabilistiche sulla predisposizione, non una diagnosi. Il valore informativo di un marcatore dipende dalla solidità delle evidenze scientifiche relative al gene in questione. Un test genetico non sostituisce una valutazione medica.

Obiettivo scientifico dei test del metabolismo del DNA

La nutrigenetica è il ramo della genetica che studia il modo in cui le singole varianti del patrimonio genetico influenzano la risposta dell’organismo ai nutrienti. La base è costituita dai cosiddetti SNP (polimorfismi a singolo nucleotide), ovvero posizioni del patrimonio genetico in cui le persone differiscono per un singolo elemento costitutivo del DNA. Per una parte di queste varianti, gli studi hanno evidenziato correlazioni statistiche con caratteristiche quali il peso corporeo, la tolleranza alla caffeina o al lattosio oppure il metabolismo dei folati.

Queste correlazioni sono probabilistiche, non deterministiche. Una variante genetica modifica una probabilità, ma non determina un risultato. Il peso corporeo, la risposta all’alimentazione e il metabolismo derivano dall’interazione di molti geni con alimentazione, attività fisica, sonno e ambiente. Pertanto, un singolo marcatore spiega sempre soltanto una piccola parte delle differenze osservate.

Le analisi del metabolismo del DNA di mybody® valutano varianti genetiche in diversi ambiti: alimentazione e peso corporeo, fabbisogno di nutrienti, abitudini alimentari, caratteristiche metaboliche (ad es. metabolismo dell’alcol, della caffeina e del lattosio), detossificazione/stress ossidativo, attività sportiva, stile di vita e fattori metabolici come lipidi e glicemia. Gli ambiti inclusi nel singolo test variano a seconda del prodotto.

Questa pagina illustra su quali marcatori si basano i test del metabolismo del DNA di mybody®, quali studi li supportano, come viene elaborato il campione e quali sono i limiti del metodo. L’obiettivo è garantire trasparenza: l’elenco completo dei geni analizzati e il contesto scientifico con l’elenco della letteratura sono consultabili pubblicamente; ogni variante genetica menzionata di seguito è corredata da una fonte verificabile.

Panoramica delle varianti genetiche analizzate

Gene / marcatore Che cos’è Perché è rilevante Deduzione esemplificativa (probabilistica) Studio (riferimento breve)
FTO Gene «Fat mass and obesity-associated»; regola, tra le altre cose, il senso di sazietà. La variante genetica comune meglio documentata in relazione al peso corporeo e al BMI. I portatori dell’allele di rischio presentano, in media, un rischio statistico lievemente maggiore di avere un BMI più elevato. Frayling 2007 [1]
APOA2 Apolipoproteina A-II; coinvolta nel metabolismo dei grassi. Esempio di interazione gene-alimentazione con i grassi saturi. In presenza di determinati genotipi, un’elevata assunzione di grassi saturi è associata più fortemente a un peso corporeo maggiore. Corella 2009 [2]
TCF7L2 Gene del metabolismo degli zuccheri (secrezione di insulina). Una delle varianti comuni più fortemente associate al rischio di diabete di tipo 2. I portatori dell’allele di rischio presentano, statisticamente, un rischio maggiore di diabete: è un’indicazione, non una diagnosi. Grant 2006 [3]
CYP1A2 Enzima epatico che degrada la caffeina. Determina se una persona è un metabolizzatore «veloce» o «lento» della caffeina. I metabolizzatori lenti degradano la caffeina più lentamente; il fenomeno è stato discusso in relazione al rischio cardiovascolare. Cornelis 2006 [4]
MCM6/LCT Regola l’attività del gene della lattasi in età adulta. Spiega la persistenza o la non persistenza della lattasi su base genetica. Determinati genotipi sono associati alla persistenza della tolleranza al lattosio. Enattah 2002 [5]
MTHFR Enzima del metabolismo dei folati e dell’omocisteina. Influenza l’utilizzo dei folati (vitamina B9). La variante T (C677T) è associata a una ridotta attività enzimatica. Frosst 1995 [6]
ACTN3 «Gene dello sprinter»; proteina strutturale delle fibre muscolari veloci. Viene analizzato nell’ambito dell’attività sportiva e della struttura muscolare. Determinati genotipi sono presenti con frequenza diversa nei profili di forza/sprint rispetto a quelli di resistenza. Yang 2003 [7]

Selezione di marcatori rappresentativi; a seconda del prodotto, i test del DNA analizzano un numero significativamente maggiore di varianti genetiche (elenco completo dei geni). Tutte le deduzioni rappresentano associazioni statistiche emerse dagli studi e non diagnosi individuali.

I marcatori nel dettaglio

FTO – la variante genetica associata al peso

Il gene FTO (Fat mass and obesity-associated) è la variante genetica comune più studiata in relazione al peso corporeo. La prima descrizione di Frayling e colleghi ha mostrato che i portatori della variante di rischio presentano, in media statistica, un indice di massa corporea più elevato (rapporto tra peso e altezza) [1]. L’effetto sui singoli individui è modesto e può essere influenzato dall’alimentazione e dall’attività fisica.

APOA2 – quando gene e alimentazione interagiscono

APOA2 è un buon esempio di interazione gene-dieta: non è il gene da solo a essere determinante, bensì la sua interazione con l’alimentazione. In diversi gruppi di popolazione indipendenti, un elevato apporto di grassi saturi era associato più fortemente a un peso corporeo maggiore in presenza di determinati genotipi APOA2 [2]. Questo illustra il concetto centrale della nutrigenetica: la risposta a un alimento può essere influenzata anche geneticamente.

TCF7L2 – metabolismo degli zuccheri e insulina

TCF7L2 è una delle varianti comuni più ampiamente replicate associate al rischio di diabete di tipo 2 [3]. Il gene partecipa alla secrezione di insulina. Il marcatore fornisce un’indicazione della predisposizione, non dello stato della malattia: un rischio statistico elevato non costituisce una diagnosi e non sostituisce la misurazione della glicemia.

CYP1A2 – velocità di degradazione della caffeina

CYP1A2 codifica l’enzima epatico che degrada la maggior parte della caffeina. A seconda del genotipo, le persone vengono definite metabolizzatori «rapidi» o «lenti». Un ampio studio ha descritto un’associazione tra il lento metabolismo della caffeina e il rischio di infarto in caso di consumo elevato di caffè [4]. Si tratta di un’associazione statistica e non di una prescrizione alimentare.

MCM6/LCT – tolleranza genetica al lattosio

La capacità di digerire il lattosio, lo zucchero del latte, anche in età adulta è regolata da una variante vicina al gene della lattasi (LCT), nella regione MCM6 (persistenza della lattasi). Enattah e colleghi hanno identificato la variante alla base di questo fenomeno [5]. Un test genetico mostra la predisposizione genetica; la presenza di eventuali disturbi dipende anche dalla tolleranza effettiva individuale.

MTHFR – metabolismo del folato

L’enzima MTHFR partecipa al metabolismo del folato (vitamina B9) e dell’omocisteina. La variante C677T è associata a una ridotta attività enzimatica [6]. Il marcatore viene interpretato nel contesto dell’apporto di vitamine del gruppo B; una carenza effettiva può essere accertata solo tramite un esame del sangue, non attraverso la genetica da sola.

ACTN3 – struttura muscolare e sport

ACTN3 codifica una proteina strutturale delle fibre muscolari a contrazione rapida ed è spesso chiamato «gene dello sprinter». Determinati genotipi sono presenti con frequenza diversa nei profili di forza e sprint rispetto ai profili di resistenza [7]. Il marcatore valuta una predisposizione; per la prestazione effettiva restano decisivi lo stato di allenamento e la tecnica.

Protezione dei dati, metodologia e qualità

Protezione dei dati e trattamento dei dati: La protezione dei tuoi dati è la nostra priorità, in particolare nel caso dei dati genetici. Ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), rientrano nelle categorie di dati personali che richiedono una protezione speciale (art. 9 GDPR). Presso mybody® il loro trattamento avviene per uno scopo specifico, esclusivamente per l’esecuzione e la valutazione del tuo test, e sulla base del tuo consenso esplicito. Senza il tuo consenso, non avviene alcun ulteriore trattamento per altri scopi.

La sicurezza delle informazioni è organizzata secondo lo standard ISO/IEC 27001, riconosciuto a livello internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni. La trasmissione e la conservazione dei tuoi dati genetici avvengono in forma crittografata. Ti spettano i diritti previsti dal GDPR – in particolare il diritto di accesso, rettifica e cancellazione dei tuoi dati. I dettagli relativi al periodo di conservazione, al trattamento e ai tuoi diritti sono disciplinati dall’informativa sulla privacy.

Il campione viene raccolto comodamente a casa come campione di saliva. Dalla saliva viene estratto il DNA, che viene analizzato nelle posizioni geniche predefinite (SNP) tramite genotipizzazione. Il risultato consiste nell’assegnazione del rispettivo genotipo, che viene poi confrontato con la letteratura scientifica attuale e tradotto in un rapporto di facile comprensione.

  1. 1

    Prelievo del campione di saliva

    A casa con il kit per il test, incluse le istruzioni.

  2. 2

    Restituzione

    Gratuitamente al laboratorio di analisi.

  3. 3

    Analisi del DNA

    Estrazione del DNA e genotipizzazione degli SNP definiti in laboratorio.

  4. 4

    Valutazione

    Confronto con la letteratura scientifica e redazione del rapporto di analisi.

  5. 5

    Risultato

    Messa a disposizione della valutazione; 15–25 giorni lavorativi dalla ricezione del campione.

Trasparenza e tracciabilità: La lista completa dei geni analizzati e il background scientifico con bibliografia sono disponibili pubblicamente come documenti. In questo modo è possibile ricostruire la base degli studi alla base di ogni marcatore valutato.

Laboratorio e accreditamento: L’analisi genetica viene effettuata presso il laboratorio medico specializzato MVZ GANZIMMUN GmbH (Magonza), accreditato secondo la norma DIN EN ISO 15189:2024 (numero di registrazione DAkkS D-ML-13151-01-00) [11]. Il laboratorio partecipa a prove valutative esterne (tra cui INSTAND e.V., Referenzinstitut für Bioanalytik/RfB, UK NEQAS, ERNDIM). Il termine accreditato (verifica della competenza tecnico-specialistica secondo la norma DIN EN ISO 15189 da parte dell’Ente tedesco di accreditamento, DAkkS) va distinto da certificato (attestazione di un sistema di gestione, ad esempio ISO 9001 o ISO/IEC 27001) [10].

Cosa non offre questa valutazione

  1. Nessuna diagnosi. Un test genetico non rileva alcuna malattia e non sostituisce una visita medica. I risultati forniscono un orientamento sulla predisposizione, non una diagnosi.
  2. Nessuna indicazione sullo stato attuale. La genetica mostra la predisposizione, non il valore attuale. Per stabilire, ad esempio, se è presente una carenza di vitamina B o di ferro, è necessario un esame del sangue.
  3. Capacità esplicativa limitata. I singoli SNP spiegano solo una piccola parte di caratteristiche complesse come il peso corporeo. Lo stile di vita e l'ambiente hanno generalmente un peso maggiore rispetto a un singolo gene.
  4. Probabilistico, non deterministico. Una variante genetica modifica le probabilità, ma non predice un risultato individuale.
  5. Quando è necessaria una valutazione medica. In caso di disturbi persistenti, sintomi anomali, desiderio di avere figli o prima di apportare importanti modifiche all'alimentazione o ai farmaci, è opportuno chiedere il parere di un medico o di un professionista della nutrizione.

Domande frequenti

I test del DNA sul metabolismo sono scientificamente dimostrati?

Per singoli marcatori sì: varianti come FTO, TCF7L2 o CYP1A2 sono state associate a caratteristiche metaboliche in ampi studi pubblicati. Le prove sono di natura statistica e hanno una solidità variabile. Un test riunisce questi marcatori per fornire un orientamento: non è una procedura diagnostica e il valore informativo varia a seconda del gene.

Che cos'è uno SNP?

SNP è l'acronimo di polimorfismo a singolo nucleotide: una posizione nel patrimonio genetico in cui le persone differiscono per una singola unità del DNA. Queste varianti sono comuni e per lo più innocue. Per una parte di esse, gli studi mostrano associazioni con caratteristiche come il peso o l'utilizzo dei nutrienti.

Un test del DNA può prevedere se dimagrirò?

No. Un test può descrivere una predisposizione, ad esempio attraverso il gene FTO, ma non può prevedere un risultato di perdita di peso. Le variazioni di peso dipendono soprattutto dal bilancio energetico, dall'attività fisica e dal comportamento. La genetica fornisce un contesto, non una garanzia.

Che cosa significa la variante del gene FTO per il mio peso?

Le persone portatrici della variante di rischio FTO hanno, in media statistica, un BMI leggermente più elevato. L'effetto per individuo è modesto e può essere influenzato dallo stile di vita. La variante indica un rischio, non un destino: molte persone portatrici hanno un peso corporeo normale.

Quanto sono affidabili le raccomandazioni nutrigenetiche?

L'affidabilità dipende dal rispettivo marcatore. Le varianti ben documentate, come la persistenza della lattasi, consentono affermazioni più chiare rispetto ai marcatori per i quali i risultati degli studi non sono uniformi. Gli approcci nutrizionali personalizzati, anche basati sul genotipo, sono stati studiati in ricerche come Food4Me [8]; il valore aggiunto rispetto alla consulenza generale è oggetto di ricerca in corso.

Il test sostituisce una visita medica o una consulenza nutrizionale?

No. L'analisi serve per orientarsi e per una valutazione preliminare, non per la diagnosi o il trattamento. In caso di disturbi, malattie o prima di cambiamenti significativi, è determinante il parere di un medico o di un professionista della nutrizione. Il test può preparare un colloquio, ma non sostituirlo.

Quale campione è necessario e quanto dura l'analisi?

Per l'analisi del DNA viene utilizzato un campione di saliva, raccolto a casa e rispedito gratuitamente al laboratorio. L'elaborazione dell'analisi del DNA richiede generalmente 15–25 giorni lavorativi dal ricevimento del campione. La durata esatta è indicata nella rispettiva pagina del prodotto.

Come vengono protetti i miei dati genetici?

I dati genetici sono dati sanitari particolarmente sensibili. Il trattamento da parte di mybody® avviene in conformità al GDPR; il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni è strutturato secondo la norma ISO/IEC 27001. La trasmissione e la conservazione avvengono in forma cifrata.

Fonti

  1. Frayling TM et al. Una variante comune nel gene FTO è associata all'indice di massa corporea e predispone all'obesità infantile e adulta. Science 2007;316:889–894. PubMed
  2. Corella D et al. APOA2, grassi alimentari e indice di massa corporea: replicazione di un'interazione gene-dieta in 3 popolazioni indipendenti. Arch Intern Med 2009;169(20):1897–1906. PubMed
  3. Grant SFA et al. Una variante del gene del fattore di trascrizione 7-like 2 (TCF7L2) conferisce un rischio di diabete di tipo 2. Nature Genetics 2006;38:320–323. PubMed
  4. Cornelis MC et al. Caffè, genotipo CYP1A2 e rischio di infarto miocardico. JAMA 2006;295:1135–1141. PubMed
  5. Enattah NS et al. Identificazione di una variante associata all'ipolattasia dell'adulto (persistenza della lattasi, MCM6/LCT). Nature Genetics 2002;30:233–237. PubMed
  6. Frosst P et al. Un potenziale fattore di rischio genetico per le malattie vascolari: una mutazione comune nella metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR C677T). Nature Genetics 1995;10:111–113. Nature Genetics
  7. Yang N et al. ACTN3 genotype is associated with human elite athletic performance. Am J Hum Genet 2003;73(3):627–631. PubMed
  8. Celis-Morales C et al. Effect of personalized nutrition on health-related behaviour change: evidence from the Food4Me European randomized controlled trial. Int J Epidemiol 2017;46:578–588. Int J Epidemiol
  9. MYBODY Lab GmbH. Geni analizzati – elenco completo delle varianti genetiche valutate (PDF). Apri il documento
  10. MYBODY Lab GmbH. Contesto scientifico – bibliografia degli studi alla base (PDF). Apri il documento
  11. DAkkS – Laboratori medici / DIN EN ISO 15189 (spiegazione dell’accreditamento). dakks.de
  12. MVZ GANZIMMUN GmbH. Gestione della qualità – accreditamento secondo DIN EN ISO 15189:2024 (DAkkS D-ML-13151-01-00). ganzimmun.de

I riferimenti [1]–[7] sono fonti primarie rappresentative relative ai marcatori illustrati sopra; la bibliografia completa, suddivisa per argomento e comprendente oltre 100 studi, è consultabile nel documento «Contesto scientifico» [9].

Team editoriale e specialistico mybody®

Redazione e verifica specialistica dei contenuti sulla salute (MYBODY Lab GmbH)

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I contenuti vengono realizzati e verificati in collaborazione con scienziate e scienziati e professioniste e professionisti della medicina, dello sport e della nutrizione. Scopri di più sul team: autrici e autori di mybody®.
Pubblicato: 22.07.2026  ·  Ultimo aggiornamento: 22.07.2026

Nota medica: questo contributo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce il consulto, la diagnosi o il trattamento medico. Le valutazioni genetiche sono probabilistiche e non costituiscono una diagnosi di malattia. In caso di domande o disturbi di salute, rivolgiti a una medica, a un medico o a una professionista o a un professionista qualificato della nutrizione.

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