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Come coprire correttamente il fabbisogno giornaliero di vitamina B12: il valore e come raggiungerlo

Le cose più importanti in breve

Il fabbisogno giornaliero si riassume rapidamente: la Società tedesca di nutrizione indica per gli adulti una stima di 4,0 microgrammi di vitamina B12 al giorno, per le donne in gravidanza 4,5 e per quelle che allattano 5,5 microgrammi. È poco: una porzione di carne di manzo cotta ne apporta già 4,5 microgrammi.

Più interessante del numero è il modo in cui ci si arriva. Il corpo non assorbe la B12 in quantità illimitate tutta in una volta: secondo il centro per la tutela dei consumatori, può assorbirne attivamente solo circa 2 microgrammi per pasto, e soltanto dopo alcune ore può farlo di nuovo. Per l’assorbimento ha inoltre bisogno di una sostanza ausiliaria prodotta nello stomaco, il fattore intrinseco.

Da ciò deriva il punto pratico centrale di questo articolo: conta meno mangiare molta B12 in un solo giorno che distribuirla nell’arco della giornata e sapere se si appartiene ai gruppi in cui è l’assorbimento stesso a costituire il problema.

Cosa troverai in questo articolo

1. Il fabbisogno giornaliero e che cos’è una stima
2. I valori per tutte le fasi della vita
3. Perché l’assorbimento è limitato
4. Quali alimenti forniscono quale quantità
5. Le riserve e il lungo ritardo
6. Chi presenta un rischio maggiore di carenza
7. Se per te è utile fare una misurazione
8. Cosa vale per gli integratori
9. Ciò che conta alla fine
Domande frequenti
Fonti

Il fabbisogno giornaliero e che cos’è una stima

Per la vitamina B12, la DGE non indica un «apporto raccomandato», bensì una «stima di un apporto adeguato». Non è una semplice questione linguistica, ma un’indicazione sul grado di certezza dei dati disponibili; la motivazione è riportata esplicitamente nella fonte.

«Poiché il fabbisogno di vitamina B12 non può essere determinato con l’accuratezza desiderabile, la DGE non indica più i valori di riferimento revisionati per l’apporto di vitamina B12 come apporto raccomandato, bensì come stime di un apporto adeguato.»

Società tedesca di nutrizione (DGE)
Nuovo valore di riferimento per l’apporto di vitamina B12, 2019

Con la stessa revisione, il valore è stato aumentato: dai precedenti 3,0 a 4,0 microgrammi al giorno per gli adulti. Anche l’Istituto federale per la valutazione dei rischi riporta lo stesso ordine di grandezza: un apporto giornaliero di 4 microgrammi sarebbe sufficiente per i bambini dai 13 anni in su, nonché per adolescenti e adulti.

Anche la fonte spiega come si arriva a una simile stima: si basa su studi in cui l’apporto necessario è stato determinato sulla base delle concentrazioni di diversi marcatori ematici. Il valore, quindi, non è frutto di un’ipotesi, ma è stato ricavato scientificamente, seppure con un margine di incertezza che la DGE dichiara apertamente.

Nella pratica, questo ha una conseguenza rassicurante. Un valore stimato non è una soglia al di sotto della quale diventa pericoloso, bensì un orientamento per l'apporto continuativo. Chi in un giorno si trova al di sotto non ha alcun problema: ciò che conta è la media su un periodo più lungo, e per questo la B12 dispone comunque di una riserva, alla quale tornerà il capitolo 5.

E ancora un riferimento alle dimensioni: 4 microgrammi sono quattro milionesimi di grammo. La quantità in questione è così piccola che non può essere pesata in modo sensato. È quindi ancora più importante ragionare in termini di microgrammi negli alimenti, anziché di milligrammi: ed è proprio ciò che fa la tabella del capitolo 4.

I valori per tutte le fasi della vita

Il fabbisogno aumenta con l'età fino all'adolescenza e da quel momento rimane costante, salvo due eccezioni. La panoramica seguente mostra la progressione completa.

Criterio Bambini e adolescenti Adulti a partire dai 15 anni Donne in gravidanza e in allattamento
Valore stimato al giorno 1–4 anni 1,5 µg · 4–7 anni 2,0 µg · 7–10 anni 2,5 µg · 10–13 anni 3,5 µg · 13–15 anni 4,0 µg 4,0 µg – invariato in tutte le fasce d'età fino a oltre i 65 anni Donne in gravidanza 4,5 µg · Donne in allattamento 5,5 µg
Lattanti 0–4 mesi 0,5 µg · 4–12 mesi 1,4 µg
Tipo di valore Valore stimato per un apporto adeguato Valore stimato per un apporto adeguato Valore stimato per un apporto adeguato
Il valore continua ad aumentare con l'età? Sì, fino ai 13–15 anni No: anche a partire dai 65 anni il valore rimane di 4,0 µg Solo per la durata della gravidanza e dell'allattamento
A cosa si riferisce il valore Apporto attraverso gli alimenti Apporto attraverso gli alimenti – non la dose di un integratore Apporto attraverso gli alimenti

Tutti i valori: Società tedesca per la nutrizione (DGE), Valori di riferimento per l'apporto di nutrienti, stato della definizione dei valori 2018. L'ultima riga è un'inquadratura redazionale, non un'indicazione della DGE: anticipa la distinzione del capitolo 8.

È degno di nota ciò che in questa progressione non accade: il valore non aumenta con l'età, sebbene le persone anziane siano più frequentemente interessate da un apporto insufficiente. Il motivo non risiede nel fabbisogno, bensì nell'assorbimento, e quindi nel capitolo successivo.

Altrettanto significativo è l'aumento dei valori per le donne in gravidanza e in allattamento. Passare da 4,0 a 4,5 o rispettivamente a 5,5 microgrammi rappresenta un incremento considerevole: durante l'allattamento è quasi il 40% in più rispetto al valore normale. Si spiega con il fatto che la vitamina viene trasmessa attraverso il latte materno e che l'apporto al bambino dipende da quello della madre.

Perché l'assorbimento è limitato

La vitamina B12 è il nutriente per il quale esiste la maggiore differenza tra ciò che viene «mangiato» e ciò che viene «assorbito». Per l'assorbimento dagli alimenti nelle cellule intestinali è necessaria, secondo la DGE, l'associazione con un fattore intrinseco, che viene prodotto nelle cellule dello stomaco.

Da ciò deriva che l'apporto di B12 dipende da due organi anziché da uno. Lo stomaco fornisce la sostanza ausiliaria, l'intestino assorbe il complesso già formato. Se uno dei due smette di funzionare, neppure la migliore scelta di alimenti può essere d'aiuto.

Il limite di 2 microgrammi per pasto

Il secondo fattore limitante è la capacità di assorbimento. Secondo il Verbraucherzentrale, l’organismo può assorbire attivamente solo circa 2 microgrammi di B12 per pasto; solo dopo alcune ore, per esempio durante un altro pasto, questa quantità può essere assorbita nuovamente.

Confronta questo dato con il valore giornaliero e la conseguenza pratica è evidente. Chi assume 4 microgrammi in un unico pasto non ne assorbe 4 microgrammi. Chi distribuisce la stessa quantità in due o tre pasti si avvicina molto di più a quel valore.

Questo spiega anche perché gli integratori sono spesso dosati a livelli superiori al fabbisogno giornaliero: con dosi elevate, la quantità non viene assorbita attivamente nel suo insieme, ma solo in parte attraverso la cosiddetta diffusione passiva. La dose indicata sulla confezione e la quantità presente nell’organismo sono due cose diverse.

In breve

La vitamina B12 può essere assorbita solo quando è legata al fattore intrinseco, una sostanza ausiliaria prodotta dalle cellule dello stomaco. Inoltre, la quantità è limitata: secondo il Verbraucherzentrale, l’organismo assorbe attivamente circa 2 microgrammi per pasto e può farlo di nuovo solo dopo alcune ore. Perciò è più sensato distribuire nell’arco della giornata gli alimenti contenenti B12, anziché assumere la quantità giornaliera in un unico pasto. La stima DGE di 4,0 microgrammi al giorno descrive l’apporto attraverso gli alimenti, non la dose di un integratore.

Quali alimenti ne forniscono la quantità maggiore

La vitamina B12 viene prodotta da microrganismi. I batteri presenti nel tratto digerente degli animali la sintetizzano; per questo, secondo il BfR, si trova in quantità rilevanti solo negli alimenti di origine animale, in particolare nel fegato, nella carne rossa, nel pesce, nelle uova e nei latticini.

Vitamina B12 per porzione indicata, in microgrammi

Rindfleisch, 100 g 4,5 Lachs, 70 g 2,87 Mozzarella, 100 g 2,00 Camembert, 60 g 1,86 Ei gekocht, 60 g 1,14

Fonte: Deutsche Gesellschaft für Ernährung (DGE), FAQ sulla vitamina B12, 2018, dati di base DGExpert. Importante: i valori si riferiscono alla porzione indicata di volta in volta, non a 100 grammi. Perciò le barre sono confrontabili tra loro solo tenendo conto delle dimensioni delle porzioni.

Nei suoi esempi, la DGE ragiona in termini di combinazioni anziché di singoli alimenti, e per una buona ragione. Un piccolo bicchiere di latte (150 g) e un vasetto di yogurt (150 g) apportano ciascuno 0,6 microgrammi, un uovo sodo 1,14 e due porzioni di camembert (60 g) 1,86 microgrammi: in totale 4,2 microgrammi, quindi più della stima del fabbisogno giornaliero.

Questo calcolo corrisponde esattamente al limite di 2 microgrammi del capitolo precedente. Quattro alimenti distribuiti nell’arco della giornata coprono il fabbisogno meglio di una grande porzione consumata tutta in una volta, senza doverlo pianificare appositamente.

Cosa possono fare le fonti vegetali e cosa no

Qui le fonti sono chiare e poco incoraggianti. La DGE osserva che alimenti vegetali come i crauti, così come le alghe marine e i funghi shiitake, possono contenere composti della vitamina B12; tuttavia, le forme che contengono non sono disponibili per l’organismo umano e non contribuiscono a un apporto sufficiente.

Per le persone che seguono un’alimentazione vegana, la conseguenza è descritta nel capitolo 8. Per tutti gli altri, si tratta di un’informazione utile durante la spesa: un prodotto che pubblicizza la presenza di «B12 vegetale naturale» fa una promessa che la DGE non avvalora in questo modo.

Da questi vanno distinti gli alimenti fortificati. Se a una bevanda vegetale o a un prodotto per la colazione è stata aggiunta B12, ciò è indicato nell’elenco degli ingredienti e nella tabella nutrizionale: non si tratta quindi di B12 vegetale, bensì di B12 aggiunta. La differenza è riportata sulla confezione: basta guardare nel posto giusto.

Il BZfE riassume in modo conciso l’aspetto pratico: una quantità sufficiente di vitamina B12 è contenuta in una porzione di salmone o carne di manzo cotti, oppure nella combinazione di un uovo, due fette di Emmentaler, un bicchiere di latte e un vasetto di yogurt. Due modi per raggiungere lo stesso obiettivo; il secondo si adatta meglio alla limitata capacità di assorbimento per pasto.

Le riserve e il lungo ritardo

La vitamina B12 è il nutriente con il margine di riserva più lungo. Secondo il BfR, una carenza si manifesta spesso solo dopo anni di apporto insufficiente, perché l’organismo è in grado di immagazzinare circa 2-5 milligrammi di questa vitamina.

Metti questo numero in prospettiva: da 2 a 5 milligrammi equivalgono a 2.000-5.000 microgrammi; con un fabbisogno giornaliero di 4 microgrammi, si tratta di una riserva che, in teoria, dura per anni. Il BfR lo quantifica concretamente: dopo circa uno-quattro anni di alimentazione priva di B12, la riserva nel fegato si è dimezzata e i primi sintomi clinici compaiono solo quando è scesa al 5-10% del contenuto iniziale.

Questo ritardo spiega perché il proprio stato di salute sia un indicatore poco affidabile per la vitamina B12. Chi oggi non avverte nulla potrebbe comunque assumerne una quantità insufficiente da due anni. E chi oggi avverte qualcosa potrebbe averne posto la causa anni prima.

Come si manifesta una carenza

La DGE descrive così la catena delle conseguenze: un apporto insufficiente provoca un aumento dell’omocisteina nel sangue. In caso di carenza protratta, può verificarsi un’alterazione della divisione cellulare, che a sua volta può causare anemia.

Secondo la stessa fonte, si aggiungono manifestazioni psicologiche come debolezza della memoria, affaticamento, deficit di attenzione e stati depressivi, nonché disturbi neurologici. Il BfR descrive l’anemia in modo più concreto: è associata a pallore, stanchezza, formicolii o sensazioni di intorpidimento.

Come per quasi tutti gli aspetti legati ai nutrienti, anche questi disturbi sono aspecifici. Stanchezza e problemi di concentrazione possono avere molte cause, e nessuno di questi disturbi indica di per sé una carenza di B12. A far nascere il sospetto è la combinazione tra i disturbi e una ragione plausibile per un apporto insufficiente: ne parleremo nel prossimo capitolo.

Chi presenta un rischio elevato di carenza

Esistono due percorsi fondamentalmente diversi verso un apporto insufficiente: introdurne troppo poca o assorbirne troppo poca. Entrambi portano allo stesso risultato, ma richiedono risposte diverse.

Dal punto di vista dell’apporto, conta il tipo di alimentazione. Secondo la DGE, le persone che seguono un’alimentazione esclusivamente vegetale senza assumere integratori di vitamina B12 presentano un rischio elevato di carenza; anche i vegetariani hanno talvolta un apporto insufficiente. Il BfR lo formula in modo più conciso: il rischio è particolarmente elevato per le persone che seguono un’alimentazione vegana.

Dal punto di vista dell’assorbimento, rientra tutto ciò che riguarda lo stomaco o l’intestino. Il BfR cita le persone anziane e quelle affette da determinate malattie dello stomaco o dell’intestino, come la gastrite atrofica, il morbo di Crohn o la colite ulcerosa. La DGE aggiunge il meccanismo: le malattie dello stomaco possono influire sulla formazione del fattore intrinseco, mentre le malattie intestinali possono ridurre l’assorbimento.

Esempio: Martina, 68 anni

Scenario fittizio a scopo illustrativo

Martina mangia ogni giorno formaggio e yogurt e consuma regolarmente pesce: sulla carta, copre senza difficoltà il proprio fabbisogno di B12. Eppure da mesi si sente stanca e più smemorata di prima. Alla sua medico di famiglia colpiscono due elementi della sua anamnesi: da anni assume un inibitore della pompa protonica contro il bruciore di stomaco e ha 68 anni. Entrambi riguardano non l’apporto, ma l’assorbimento, ovvero l’aspetto della questione che nessun piano alimentare può risolvere. Il caso mostra perché, nel caso della B12, la domanda «Quanta ne assumo con l’alimentazione?» da sola non porta lontano e perché sia necessario rivolgersi al medico per gli accertamenti.

Per quanto riguarda i farmaci, i dati provengono esclusivamente dalla Verbraucherzentrale; per questo lo specifichiamo espressamente: secondo questa fonte, circa una persona su dieci tra coloro che devono assumere metformina a causa del diabete potrebbe sviluppare una carenza di vitamina B12. Anche l’assunzione prolungata di farmaci che riducono l’acidità gastrica o di inibitori della pompa protonica può favorire una carenza, secondo la stessa fonte.

Per quanto riguarda la frequenza in età avanzata, l’IQWiG cita un dato: in poco più del 25% delle persone di età superiore ai 65 anni, i valori di vitamina B12 sono inferiori alle soglie vigenti. Tuttavia, ciò che se ne può dedurre è meno chiaro di quanto il dato lasci supporre: ne parleremo più dettagliatamente nel prossimo capitolo.

L’importanza pratica della distinzione tra apporto e assorbimento emerge dalle conseguenze. Se il problema è l’apporto, aiutano la scelta degli alimenti o, in caso di alimentazione esclusivamente vegetale, un integratore. Se il problema è l’assorbimento, entrambe le soluzioni aiutano solo in misura limitata, perché l’ostacolo si trova a valle del piatto. L’autovalutazione non consente di stabilire quale dei due casi si verifichi.

È inoltre evidente che i due percorsi possono sovrapporsi. Chi, con l’avanzare dell’età, consuma anche meno carne e latticini rispetto a prima presenta un cambiamento su entrambi i fronti: proprio questa combinazione è più frequente nella vita quotidiana di ciascun singolo caso.

Quando una misurazione è utile per te

Per la diagnostica di laboratorio, la DGE cita quattro marcatori: i due parametri di stato, vitamina B12 totale e olotranscobalamina nel siero o nel plasma, e i parametri funzionali, acido metilmalonico e omocisteina. La sua raccomandazione sulla combinazione è chiara: si dovrebbe determinare insieme un marcatore funzionale significativo e un marcatore di stato.

Ciò che questo articolo volutamente non riporta sono valori numerici per questi marcatori. Nel materiale bibliografico utilizzato non sono disponibili intervalli di riferimento concreti: DGE, BfR, IQWiG e Verbraucherzentrale citano i marcatori, ma non i valori soglia. Aggiungerli da un’altra fonte sarebbe la soluzione più comoda, ma non quella più corretta. In ogni caso, fa fede l’intervallo di riferimento indicato nel tuo referto.

L’obiezione necessaria per essere onesti

L’IQWiG ha esaminato la questione dello screening ed è giunto a una conclusione prudente: lo screening della vitamina D o della vitamina B12 nelle persone asintomatiche a partire dai 50 anni non sarebbe raccomandabile. Nessuno dei due studi valutati ha mostrato indicazioni che il trattamento di bassi livelli di vitamina B12 migliori la salute delle persone anziane asintomatiche.

Questa valutazione deve essere inserita integralmente in un articolo che menziona una misurazione. Non significa che una misurazione non sia mai utile: significa che la misurazione sistematica nelle persone senza sintomi non ha dimostrato alcun beneficio. Chi ha disturbi o appartiene a uno dei gruppi a rischio si trova in una situazione diversa da chi si sottopone a un test senza una ragione specifica.

Utile per te se …

… segui un’alimentazione vegana o prevalentemente vegetale e vuoi sapere se il tuo apporto finora è adeguato.

… appartieni a uno dei gruppi a rischio menzionati: età avanzata, patologie gastriche o intestinali, assunzione prolungata di farmaci.

… hai disturbi aspecifici e vuoi affrontare il colloquio con il medico con un valore, anziché con un sospetto.

Piuttosto no, se …

… se non hai sintomi e non appartieni a un gruppo a rischio: l’IQWiG sconsiglia espressamente lo screening nelle persone asintomatiche a partire dai 50 anni.

… ti aspetti una diagnosi: un valore di laboratorio non è una diagnosi e non chiarisce la causa; stabilire se il problema dipenda dall’assunzione o dall’assorbimento spetta alla valutazione medica.

… è già presente un sospetto concreto: in tal caso, gli accertamenti, compresa la misurazione dei marcatori funzionali, spettano allo studio medico e non a un autotest.

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Tutti i prezzi e i dettagli delle prestazioni sono aggiornati al 5 agosto 2026. Prezzi e prestazioni possono cambiare; fa sempre fede la relativa pagina del prodotto.

Cosa vale per gli integratori

Per la maggior parte delle persone la risposta è breve. Secondo il BfR, gli integratori alimentari sono generalmente superflui per le persone sane che seguono un’alimentazione equilibrata e varia.

Un gruppo fa eccezione. Per le persone che seguono un’alimentazione esclusivamente vegetale o consumano quantità molto ridotte di alimenti di origine animale, l’assunzione di un integratore di vitamina B12 è necessaria secondo la DGE, e in modo permanente. Il BfR raccomanda di consultare il medico.

Si può assumerne troppa?

Qui è importante fare una distinzione precisa, che in molti testi viene sfumata. La DGE afferma: un’elevata assunzione di vitamina B12 naturalmente presente negli alimenti non è dannosa secondo le conoscenze attuali. Questa frase si riferisce esplicitamente agli alimenti.

Per gli integratori la valutazione è diversa. Il BfR conferma che, in caso di elevata assunzione attraverso i normali alimenti, finora non sono stati osservati effetti indesiderati, ma nello stesso respiro indica che l’assunzione a lungo termine di quantità elevate sotto forma di integratori, oppure livelli plasmatici elevati, potrebbe essere associata a un aumento del rischio di effetti indesiderati per la salute.

Da ciò deriva il numero concreto indicato dal BfR: gli integratori alimentari per adolescenti dai 15 anni in su e adulti dovrebbero contenere al massimo 25 microgrammi di vitamina B12 per dose giornaliera. Confrontando questo valore con le indicazioni riportate sulle confezioni in commercio, si trovano spesso quantità molto più elevate: un motivo in più per concordarne l’assunzione con il medico.

Ciò che conta alla fine

Il fabbisogno giornaliero di 4,0 microgrammi è coperto senza difficoltà da un’alimentazione mista: un bicchiere di latte, uno yogurt, un uovo e un po’ di formaggio lo superano già. Chi si alimenta in questo modo non deve cambiare nulla sotto questo aspetto.

Ci sono comunque due aspetti che meritano attenzione. Primo, la distribuzione: poiché la quantità assorbita per pasto è limitata, è più utile distribuire gli alimenti contenenti B12 nell’arco della giornata anziché concentrarli in un unico momento. Secondo, bisogna chiedersi se il punto critico sia l’apporto o l’assorbimento: in caso di età avanzata, malattie gastrointestinali o assunzione prolungata di farmaci, il problema riguarda l’assorbimento, e in quel caso nessun piano alimentare può aiutare.

Il tuo prossimo passo concreto: ripercorri una giornata tipo e verifica in quanti pasti è presente almeno un alimento di origine animale. Se sono due o più, in genere l’apporto non è un problema. Se è uno o nessuno, è questo il momento in cui vale la pena parlarne con il medico, prima che compaiano disturbi, perché le riserve possono ritardare di anni la comparsa di eventuali anomalie.

Domande frequenti

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B12?

La DGE indica per gli adulti dai 15 anni in su un valore stimato di 4,0 microgrammi al giorno, di 4,5 per le donne in gravidanza e di 5,5 per quelle che allattano (stato della valutazione: 2018). Si tratta esplicitamente di un valore stimato per un apporto adeguato e non di un apporto raccomandato, perché secondo la DGE il fabbisogno non può essere determinato con la precisione auspicabile.

Quali alimenti coprono il fabbisogno giornaliero?

Secondo gli esempi della DGE, sono sufficienti circa un bicchiere piccolo di latte, un vasetto piccolo di yogurt, un uovo sodo e due porzioni di camembert: in totale 4,2 microgrammi. Una porzione di carne bovina magra cotta (100 g) fornisce da sola 4,5 microgrammi, mentre una porzione di salmone (70 g) ne fornisce 2,87. I valori si riferiscono alle porzioni indicate, non a 100 grammi.

Perché non basta assumere molta vitamina B12 una volta al giorno?

Poiché l’assorbimento è limitato. Secondo il centro tedesco per la tutela dei consumatori, l’organismo riesce ad assorbire attivamente solo circa 2 microgrammi per pasto e nuovamente soltanto dopo alcune ore. Inoltre, per l’assorbimento è necessario il fattore intrinseco, una sostanza ausiliaria prodotta dalle cellule dello stomaco. Per questo distribuire l’apporto nell’arco della giornata è più efficace che assumere una porzione abbondante tutta insieme.

Quanto durano le riserve di B12?

Secondo il BfR, il corpo può immagazzinare circa 2-5 milligrammi di vitamina B12. Dopo circa uno-quattro anni di alimentazione priva di B12, le riserve nel fegato si riducono della metà; i primi sintomi clinici compaiono solo quando sono scese al 5-10% (aggiornamento 2023). Per questo, una carenza si manifesta spesso solo dopo anni di apporto insufficiente.

Dovrei misurare il mio livello di B12?

Dipende dalla situazione di partenza. L’IQWiG non raccomanda espressamente lo screening della vitamina B12 nelle persone asintomatiche a partire dai 50 anni (aggiornamento 2022). La situazione è diversa in presenza di disturbi o se si appartiene a un gruppo a rischio. In tal caso, la DGE raccomanda di determinare almeno un indicatore dello stato, come la vitamina B12 sierica, insieme a un indicatore funzionale, come l’acido metilmalonico.

Apporto o assorbimento: qual è il problema nel tuo caso?

Il piano alimentare risponde solo a metà della domanda. Se appartieni a uno dei gruppi a rischio o hai disturbi aspecifici, un valore è una base migliore per parlarne con il medico rispetto a un sospetto.

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Fonti

  1. Società tedesca per la nutrizione (DGE): valori di riferimento per la vitamina B12, stato della definizione 2018 — dge.de
  2. Società tedesca per la nutrizione (DGE): FAQ sulla vitamina B12, dicembre 2018 (base dati DGExpert) e comunicato stampa «Nuovo valore di riferimento per l’apporto di vitamina B12», 2019 — dge.de
  3. Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR): vitamina B12 nell’alimentazione a base vegetale, aggiornamento 2023 — bfr.bund.de
  4. Istituto per la qualità e l’efficienza nell’assistenza sanitaria (IQWiG): ThemenCheck Medizin sullo screening della vitamina D e della vitamina B12, 2022 — iqwig.de
  5. Centro consumatori: vitamina B12 contro spossatezza e stanchezza, aggiornato al 2025, e FAQ sugli integratori di B12, aggiornate al 2025 — verbraucherzentrale.de
  6. Centro federale per l’alimentazione (BZfE): Vitamine, aggiornato al 2025 — bzfe.de

Tutti i valori stimati, inclusa la suddivisione completa per fasce d’età, l’affermazione su crauti, alghe e shiitake e quella sulla necessità di un preparato in caso di alimentazione esclusivamente vegetale, provengono dalla fonte [1]. La motivazione del carattere stimato, l’aumento da 3,0 a 4,0 microgrammi, i valori degli alimenti per porzione, le informazioni sul fattore intrinseco, sui sintomi, sui marcatori di laboratorio e sulla sicurezza di un’elevata assunzione dagli alimenti provengono dalla fonte [2]. La capacità di deposito da 2 a 5 milligrammi, il tempo di esaurimento delle riserve, i gruppi a rischio con patologie gastriche e intestinali, la quantità massima di 25 microgrammi per dose giornaliera e le indicazioni sugli integratori ad alto dosaggio provengono dalla fonte [3]. La valutazione dello screening e la quota di poco superiore al 25% nelle persone di età superiore ai 65 anni provengono dalla fonte [4]. L’indicazione relativa all’assorbimento attivo di circa 2 microgrammi per pasto e tutte le affermazioni su metformina e inibitori della pompa protonica provengono esclusivamente dalla fonte [5] e sono attribuite di conseguenza nel testo. La sintesi pratica con salmone, carne di manzo o la combinazione di uovo, Emmental, latte e yogurt proviene dalla fonte [6]. Nessuna delle sei fonti indica intervalli di riferimento per la B12 totale, l’olotranscobalamina o l’acido metilmalonico; per questo l’articolo sceglie consapevolmente di non riportarne. Le informazioni sui prodotti provengono dalle pagine prodotto di mybody®x, consultate il 5 agosto 2026.

Certificato / marchio di qualità mybody®x (MYBODY Lab GmbH)

Team editoriale e specialistico di mybody®x

Valori del sangue Micronutrienti Scienze dell’alimentazione

Questo articolo è stato redatto e sottoposto a verifica specialistica dal team editoriale e specialistico di mybody®x. Il team riunisce competenze in nutrigenetica, microbioma e scienze dell’intestino, interpretazione delle analisi del sangue, scienze dell’alimentazione e diagnostica di laboratorio.

Pubblicato il 5 agosto 2026 · Ultimo aggiornamento il 5 agosto 2026

Avvertenza medica: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il consulto, la diagnosi o il trattamento medico. Gli integratori alimentari vanno assunti previo consulto medico; ciò vale in particolare in presenza di patologie, durante la gravidanza e l’allattamento e in caso di assunzione continuativa di farmaci. Eventuali valori di laboratorio anomali devono essere valutati da un medico.

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